• "Matrix has you!"


    Chi di noi, almeno una volta, non ha visto la trilogia del filone Matrix, dove un gruppo di persone si ribellava al volere delle macchine violando a loro compiacimento la rete di connessioni che reggeva il mondo virtuale che queste ultime avevano creato.
    Matrix e' quella rete di connessioni che oggi ci tiene informati, e' un mezzo per comunicare tra di noi, e' il fine per far girare una mole di dati in tutto il mondo sia in ambito privato che pubblico, e' uno strumento che permette a molte persone di vivere per i tanti posti di lavoro che ha creato.
    E' chiaro che confondere Internet con Matrix e' un eufemismo quanto meno azzardato, ma se il termine Matrix deriva, da fonte Wikipedia, dal termine latino matrix, matricis traducibile letteralmente in italiano con "madre" o "nutrice", "matrice", "utero", "stipite" e, in senso lato, anche con "canale", come tutti sappiamo Internet e' la madre di tutte le reti, che come si puo' leggere sempre su Wikipedia e' una rete mondiale di computer ad accesso pubblico, quindi infine i termini anche se distanti tra loro per certi versi sono molto simili.
    Internet nasce con l'intento di farci comunicare a livello mondiale, con le forme piu' disparate, dai programmi di messaggistica ai social network, passando per forum e portali di informazione, ma questa e' solo la punta dell' iceberg, la duttilita' del sistema di connessioni realizzata dal 1962 ad oggi, ha trasformato la rete da un semplice strumento di comunicazioni ad uno mezzo di lavoro indispensabile.
    Oggi giorno tutte le maggiori aziende hanno delle reti private in ogni singola sede collegate tra di loro grazie ad Internet in modo di abbattere tutte quelle barriere che negli anni passati erano un vincolo per la globalizzazione.
    Globalizzazione, altro termine nato qualche anno fa, ormai siamo un mondo globalizzato grazie ad Internet, pensare qualche anno fa di condividere informazioni "just in time" non era immaginabile, oggi si lavora in web conference, unico vincolo sono il fuso orario, ma spesso ci si dimentica anche di quello.
    E' chiaro che ogni medaglia ha il suo rovescio, e' capitato in questi anni sentire o leggere notizie che demonizzavano Internet come movente per una tragedia, un po' quello che succedeva qualche anno fa con i videogiochi, ma "lascia parlar loro non sanno quello che dicono", credo che dietro non ci sia l'uso della rete, le cause sono da cercare altrove, la rovina di Internet sono gli stessi utilizzatori.
    Pirateria informatica, materiale pedopornografico e furto di informazioni giusto per citarne alcune, tralasciando il discorso hacker, che forse in mezzo a questa porcheria, diciamocela tutta, sono persone da stimare in quanto non fanno cio' che vogliono, ma fanno cio' che va fatto, e senza di loro, oggi non parleremmo di sicurezza informatica.
    La settimana scorsa,giovedi 19 gennaio 2012, data da ricordare per i posteri, e' iniziato un terremoto silente, l' F.B.I. con la compiacenza del governo della Nuova Zelanda hanno deciso di chiudere Megaupload, con l'accusa di violazione e scambio di materiale protetto da copyright, arrestando il fondatore Kim Dotcom in territorio neozelandese, sequestrando tutti i server.
    Se da una parte ci puo' stare in quanto azione spinta dalle Major al fine di tutelare il proprio materiale, e' opinabile il fatto che una qualsiasi forza dell' ordine di qualsiasi paese possa dettare in altri stati, sia per l'arresto che per il sequestro dei server, inoltre il servizio di file sharing non era un servizio offerto solo da Megaupload, ma per gli altri il nulla, qualcuno ha pensato di autocensurarsi, altri invece hanno continuato mantenendo il loro status.
    Forse e' il solito e sbagliato modo di pensare, colpiamone uno per colpirli tutti, ma se qualcosa ho imparato sull' evoluzione darwiniana di Matrix, e' che tutto si evolve anche se non sara' come prima.
    Emule, e Napster prima di lui dovrebbero insegnare, non e' che con la soppressione di un servizio o un programma si risolva il problema della pirateria, ma andrebbe cercata una politica comune su cui poggiare delle solide basi, che possa spaziare dalle licenze ai prezzi finali, ma non sono io la persona adatta credo che paghiamo profumatamente chi dovrebbe farlo, ma pensa solo a scaldare la poltrona tanto sudata e come fare per mantenerla.
    Anzi una soluzione la stanno cercando di votare, in America si chiama S.O.P.A. e P.I.P.A., in Europa si chiama A.C.T.A. ed in Italia FAVA, dal nome dell' Onorevole Gianni Fava che l'ha presentata al Parlamento, tutte abbreviazioni con l'unico scopo, mettere un bavaglio a Matrix.
    Per fare un po' di chiarezza i termini sopracitati hanno si seguenti significati:

    • S.O.P.A. => Stop Online Piracy Act
    • P.I.P.A. => Protect IP Act
    • A.C.T.A. => Anti-Counterfeiting Trade Agreement

    Per essere piu' trasparenti la S.O.P.A. permette ad un' azienda statunitense detentrice di materiale protetto da copyright di agire direttamente per impedire la diffusione dello stesso, la P.I.P.A. mette a disposizione sempre alle Major americane i poteri per bloccare i siti dove ravvedano le condizioni di pirateria anche al di fuori del loro territorio.
    Se qualcuno fino ad ora si chiedeva il perche' mi interessavo a leggi del paese a stelle e striscie ora avete la risposta, in parole povere se fossero votate, per qualche bieco cieco, sarebbe per la pirateria informatica, ma prima dei colossi multimediali chi avrebbe da guadagnarci sono i farmaceutici, forse pochi sanno che con il "copyright" si tutelano tante sostanze medicinali che fanno i guadagni di pochi, quando se fossero "libere" ne guadagnerebbero anche le nostre tasche, grazie ai generici, questa e' una delle tante, che piu' ci tocca la tasca, in quanto non volendo anche il semplice integratore lo compriamo tutti, senza andare a pensare a forme di malattie ben piu' gravi come cancro e A.I.D.S.
    Ma torniamo in Europa l'A.C.T.A. e' molto piu' controversa delle varianti statunitensi, in quanto e' in studio dal 2007, in gran segreto, se ne sa poco, ma a grandi linee autorizza un' azienda nel momento che ravvisa una condizione che mette in pericolo il proprio bussiness puo' pretendere all' organizzazione di prendere le dovute azioni in merito, come al solito dalle sanzioni amministrative alla reclusione, scavalcando le leggi nazionali.
    A casa nostra le cose non sono diverse, l'Onorevole Fava ha proposto che ogni sito di hosting puo' cancellare materiale pubblicato dal semplice utente in base alla segnalazione di una parte interessata, scavalcando il parere dei giudici.
    Ora partendo da quello che dice la Costituzione Italiana, per la quale i nostri avi si sono battuti, le proposte di legge appena citati sono tutti anticostituzionali, partendo dall' Art. 1, dove si legge a chiare lettere che la sovranita' spetta al popolo, quindi se si vuole proporre una qualsiasi forma di legge, il popolo andrebbe ascoltato, possiamo passare all' Art. 13 dove viene riportato che la liberta' personabile e' inviolabile e va punita ogni forma di violenza fisica e morale, l'Art.15 dice che la libert├ e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono inviolabili, questi giusto per citarne alcuni, e poi per professione non sono avvocato.
    Gli ISP anni fa si sono tutelati dicendo di non poter controllare il traffico di Matrix, ora le Major vogliono da loro e dai siti di hosting, tramite delle leggi "ad personam", i nomi e cognomi di chi diffonde materiale protetto da copyright.
    Quello che spaventa e' l'omerta' dei mezzi di comunicazione, sia in forma ludica che sulla carta stampata, si legge poco, e quel poco e' confuso, meno male che il bello di Internet sta nel fatto che non possiamo controllarla, le notizie circolano, e per chi ha sete di informazione ha modo di abbeverarsi.
    Il mondo dell' informazione, quello vero, gira, e con esse le notizie, molti di noi sono a conoscenza che se ci sono Major che spingono i vari governi al voto di queste leggi, ce ne sono tante altre che fanno di tutto per evitarlo, per citarne di alcuni famosi possiamo parlare di Wikipedia, Google, i vari Social Network e via discorrendo.
    Il perche' e' presto detto, sara' anche violazione del copyright, ma con le nuove norme, nel "caricare" un video su Youtube del nostro cantante preferito, magari preso dal suo sito, per "condividerlo" su Facebook ha tutti gli estremi per violarle, con tutti gli annessi e connessi amministrativi e giuridici che ne conseguono.
    Possiamo capire la pirateria per quel che concerne la diffusione di materiale informatico, siano film o mp3, ma credo che tutto debba restare nel limite della Costituzionalita' e la liberta' di informazione, andrebbe scissa la differenza per quello che concerne l'uso nella rete di quello stesso materiale, a chi, indebitamente, ne fa fonte di reddito, quindi lucra sul lavoro degli altri, a quello che e' utile alla comunita' come i farmaci.
    Quello che e' certo e' che in molti si riempiono la bocca, e le tasche, nascondendosi dietro la parola "copyright", ma non abbiamo mai letto che sono andati sul lastrico, anzi in molti casi molti di loro hanno riempito le pagine dei giornali per il reato di evasione fiscale, questo e' un dato certo, credono che la soluzione sia mettere un bavaglio alla rete, pensando di "mettere in castigo" chi viola il diritto d'autore, vivono di memoria corta, nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma, non so se per questa citazione devo devolvere una qualche somma di denaro a Darwin, in quanto anche questo e' tutelabile di diritto d'autore, quello che e' certo che se credono di sopprimere la pirateria con questi strumenti, non hanno sbagliato strada, quella strada non l'hanno mai voluta prendere, il discorso e' ben diverso.
    Andrebbe fatta una politica seria a monte, a partire dalle stesse Major, passando per i singoli Governi fino a noi utenti finali, alla fine la voce forte, se a qualcuno non e' chiaro ce l'abbiamo noi, non dimenticate mai che se loro guadagnano e' perche' noi compriamo, quindi possiamo anche starci nel pagare a "caro" prezzo la novita', ma allo stesso tempo non devo essere perseguibile se decido di scaricare una rom di 20 anni fa per il Mame, posso anche capire i diritti d'autore su un capolavoro come il "Padrino", ma in rete troviamo condivisi spezzoni spazzatura di tante trasmissioni televisive,che mi vergognerei a difendere per gli stessi diritti.
    Credo che andrebbe fatta una politica in questi termini altrimenti si crea solo confusione e tante ore per i tribunali, basta vedere la porcheria sulla politica dei brevetti.
    Come diceva Smith.... "E' Inevitabile!"
    Le fonti di quest'articolo sono state Wikipedia e il sito ufficiale del Governo Italiano.
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